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Un posto così

21 April 2010 1,510 Views 7 Comments

di Alberto Bazzucchi, ricercatore

“Le pratiche partecipative che sono state attuate nel Comune di (…) risalgono ai primi anni  ’90 …. “.

“Il movimento chiamato (…) è formato da persone provenienti dalla società civile (senza esperienza politica o amministrativa), come dai partiti tradizionali (Rifondazione Comunista, Verdi…) nonché da diverse realtà associative”.

“Nel 1993 la neo-amministrazione non si impaurì e cominciò a convocare le Assemblee cittadine prima della redazione del Bilancio di previsione annuale”.

“Le successive conferme elettorali (1998, 2003, 2008) evidenziano che questo tipo di approccio nella gestione del territorio è stato vincente”.

“A livello nazionale la popolazione di (…) è di centro destra  mentre alle amministrative riversa il proprio consenso verso una lista spiccatamente di sinistra. La cittadinanza ha individuato nell’attuale amministrazione un qualcosa da voler difendere al di là della “casacca” politica; gli istituti di partecipazione popolare possono rappresentare a pieno titolo questo surplus qualitativo”.

“Il programma amministrativo è stato elaborato in oltre tre mesi di lavoro dalle commissioni di cittadini nate spontaneamente nelle assemblee pubbliche promosse da (…)”.

“Non proponiamo progetti irrealizzabili, abbiamo elaborato un programma concreto con fonti di finanziamento ben individuate. Pensiamo a (…) tra vent’anni, a cosa la città dovrà ancora conquistare: proponiamo quindi un progetto di città che pensa al futuro senza perdere di vista le conquiste degli ultimi anni”.

“Tutti gli interventi, sia di piccola che di grande rilevanza, sono stati selezionati dai cittadini, i quali  ne hanno scelto la priorità di realizzazione nelle assemblee pubbliche promosse all’interno del percorso del bilancio partecipativo. Abbiamo condiviso con i cittadini la progettazione di opere pubbliche, la partecipazione a bandi pubblici (contratto di quartiere) e la realizzazione di “accordi di programma”. Questo metodo rimane la struttura portante del nostro agire amministrativo”.

Assemblee di quartiere: vere e proprie arene all’interno delle quali i singoli cittadini esprimono segnalazioni, interventi, discutono il bilancio, fanno proposte, individuano i problemi e ne trovano le soluzioni. Tutto verbalizzato e portato in Giunta. Sono convocate prima della redazione del Bilancio di previsione annuale, una in ognuno dei (…) quartieri per due cicli ed hanno lo scopo di arrivare ad un approvazione condivisa e generalizzata di questo documento contabile così importante per la comunità di riferimento.
Comitati di Quartiere: i Comitati rappresentano la dimensione permanente della partecipazione popolare. Permettono di non relegare il processo a singoli ed isolati incontri tra cittadini e amministratori. Hanno il compito di seguire lo stato di attuazione delle richieste fatte dai cittadini ed, eventualmente, riferire; sono portatori di nuove richieste, preparano il dibattito Assembleare, possono richiedere Assemblee tematiche e allo stesso tempo sollecitare l’apparato amministrativo su questioni delicate. Svolgono un ruolo informativo per la collettività. In altri termini rappresentano dei veri e propri corpi intermedi che si pongono come strumenti in mano alla cittadinanza per raggiungere più agevolmente l’apparato amministrativo e viceversa”.

“Tutto questo avviene senza pretese di rappresentanza né in seno alla base popolare da parte della Giunta né dei cittadini nei confronti dell’amministrazione”.

“Dal (…) il processo partecipativo finalizzato all’approvazione del Bilancio, ma non solo, si compone di due momenti fondamentali: gli “Amministratori ascoltano i Cittadini” e “Decido anch’io”.

“Durante la fase “Decido anch’io” il Sindaco rende conto delle risposte degli uffici tecnici a riguardo delle segnalazioni espresse nell’Assemblea precedente, si esprimono le preferenze sugli interventi di quartiere, l’intervento più richiesto sarà realizzato entro l’anno”.

“L’obiezione di parecchi amministratori secondo la quale non ci sarebbero i soldi nelle casse comunali per assecondare i cittadini in tutte le loro richieste appare confutata dall’analisi dei dati: oltre il 60 % delle richieste sono a basso costo (nessuna spesa o talmente bassa da non rappresentare un problema per le casse comunali), il 23 % ha un costo intermedio e solo il 9 % degli interventi richiesti è ad alto costo (investimenti caratterizzanti e che pesano fortemente sul bilancio)”.

“Ufficio del Piano Regolatore Generale: un vero e proprio luogo fisico, aperto ogni pomeriggio, all’interno del quale i cittadini potevano intervenire per prendere visione dell’evoluzione del progetto ma anche per esprimere proprie osservazioni o particolari preferenze. Il tutto realizzato alla presenza di tecnici che avevano il compito di facilitare il processo ai cittadini che avevano comprensibili difficoltà nell’interpretazione del documento”.

“Servizi on line: autocertificazione, interrogazioni anagrafiche, movimenti a debito/credito e fatture, visione protocolli, situazione contribuente tributi, situazione tributi e versamenti”.

“Dal 29 marzo 2009 le sedute del Consiglio Comunale vengono riprese in audio e video e trasmesse in diretta su web”.

“Non esistono modelli univoci di partecipazione applicabili ad ogni situazione, non esistono kit partecipativi così come non esistono procedimenti obbligatori”.

“Ogni comunità può adattare il proprio percorso alla rispettiva identità territoriale e socioculturale del tessuto cittadino rimanendo fermo il passaggio della dimensione pubblica della partecipazione e del carattere di co-decisione”.

Quanto sopra è liberamente tratto dalla realtà. Non è fantascienza, né il libro dei sogni retorico e visionario della città che vorremmo dopo il terremoto. Un posto così esiste, e nemmeno troppo lontano da noi.

7 Comments »

  • Michele Citoni said:

    Grottammare?

  • anna barile said:

    grottammare

  • Marietta Hoevel said:

    Grottammare o Montemurlo … oltre il 60 % delle richieste sono a basso costo (nessuna spesa o talmente bassa da non rappresentare un problema per le casse comunali), il 23 % ha un costo intermedio e solo il 9 % degli interventi richiesti è ad alto costo (investimenti caratterizzanti e che pesano fortemente sul bilancio … serve approfondire questo punto

  • Marietta Hoevel said:

    Tuttavia non si procede proprio ad una pazza velocità: il corteo delle caramelle e dei dolci si trascina infatti per le strade di …

  • Marietta Hoevel said:

    Copyright © 1733

    ( Nel Carnevale del 1733 “Cöllen al aff” veniva già utilizzato come espressione di brindisi. )

  • Marietta Hoevel said:

    There are some things one remembers even though they may never have happened. HAROLD PINTER notable-quotes.com/m/memory_quotes.html
    grazie al clima cqui

  • Awful said:

    Ma che cosa stai dicendo?

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