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LIBERTA’ E’ PARTECIPAZIONE

27 May 2010 2,558 Views 6 Comments

“… L’architettura abbraccia tutta la considerazione di tutto l’ambiente fisico che circonda la vita umana: non possiamo sottrarci ad essa, finché facciamo parte della civiltà, poiché l’architettura è l’insieme di modifiche e alterazioni introdotte sulla superficie terrestre in vista delle necessità umane, eccettuato solo il puro deserto. Né possiamo confidare i nostri interessi nell’architettura a un piccolo gruppo di uomini istruiti, incaricarli di cercare, di scoprire, di foggiare l’ambiente dove poi dovremmo star noi, e meravigliarci di come funziona, apprendendolo come una cosa bell’è fatta; questo spetta invece a noi stessi, a ciascuno di noi, che deve sorvegliare e custodire il giusto ordinamento del paesaggio terrestre, ciascuno con il suo spirito e le sue mani, nella porzione che gli spetta.”
William Morris – The Prospects of Architecture in Civilization, conferenza alla London Institution, 10 Marzo 1881.



di Adele Di Ciano e Pierangelo Palmisano
laureandi presso la Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi G. D’Annunzio di Chieti e Pescara

Relatore _ Prof. Pepe Barbieri _ Dipartimento D:A.R.T.- Ambienti Reti e Territorio
Correlatore _ Arch. Marco Morante

con il patrocinio del Collettivo 99 – Giovani Tecnici Aquilani
discusso e ampliato con Alberto Bazzucchi ( ricercatore Cresa ) e Enrico De Pietra.


SCREENING DELLA POPOLAZIONE _ QUESTIONARIO

L’elaborato è la prima parte di un lavoro di ricerca più articolato per determinare un processo di progettazione partecipata che interessa l’area delle frazioni di Cese e di Preturo e, in particolare, l’area caratterizzata dal nuovo polo insediativo del Progetto C.A.S.E.

Il questionario è stato sottoposto in forma anonima ad un campione di 500 residenti ( su 1200 totali ), escludendo i ragazzi al di sotto dei 15 anni ( tranne per qualche rara eccezione dovuta alla volontà di partecipare al questionario ). Il campione, quindi risulta avere un’età media di 45 anni e appartenere ad un nucleo famigliare mediamente composto da 3-4 persone. Bisogna considerare, prima di rapportarsi con i dati emersi, che l’area del Progetto C.A.S.E. di Cese è stata il primo intervento a essere concluso durante la prima emergenza e, di conseguenza, la popolazione accolta è stata quella con le maggiori difficoltà a sostenere lo stato di precarietà delle sistemazioni in tenda o in albergo (anziani e giovani famiglie con bambini piccoli). Proprio per questa ragione il 28% degli intervistati ha un’età superiore ai sessant’anni, il 46% è compreso tra i trenta e i sessanta e il restante 26% è inferiore ai trenta.

Il questionario è composto, nella prima parte, da 35 domande a risposta multipla e da una a risposta aperta i cui risultati sono stati elaborati attraverso dei grafici che ne evidenziano la moda. L’ultima parte è costituita da tre domande a risposta libera non graficizzabili che sono state utilizzate per le nostre considerazioni a piè di ogni domanda e per le conclusioni.




CONCLUSIONI

Gli alloggi rispondono in maniera sufficiente al problema abitativo scaturito dall’emergenza. Si riscontra una forte preoccupazione per la loro qualità nel tempo, poiché, già da adesso, necessitano di frequenti interventi di manutenzione dovuti soprattutto alla scarsa qualità delle rifiniture ( pur essendo interventi con un costo di realizzazione ben oltre la media di mercato). Le “piastre” non risultano seguire le regole urbanistiche e progettuali di base a partire dal posizionamento delle stesse in funzione dell’ irraggiamento solare fino al rapporto con le infrastrutture circostanti ( le modalità di movimento all’interno dell’intervento e la sua permeabilità sembrano seguire leggi destinate ad una vecchia idea di area industriale ).

Un altro problema fortemente sentito dalla popolazione è la mancanza di servizi primari. La reale necessità di soddisfare i propri bisogni di cittadini costringe gli abitanti a spostarsi continuamente non rimanendo nel quartiere. Questo fa si che la zona risulti un’ area dormitorio rendendo impossibile quelle relazioni commerciali e umane che caratterizzano un agglomerato urbano, determinando anche una forte congestione delle infrastrutturale . Forte è anche la richiesta di spazi dedicati alla collettività con varie declinazioni ( dallo sport al rapporto con la natura, dalla cultura al tempo libero più in generale, all’ informazione).

Un elemento di alta qualità riconosciuto dal campione risulta essere il paesaggio naturale, elemento caratterizzante dell’area ora utilizzato solo come gradevole quinta ad uno scenario non del tutto risolto. Riteniamo che sia di fondamentale importanza valorizzare quanto più possibile questa potenzialità nel corso della progettazione, facendolo diventare elemento determinante dell’intero processo.

Per quanto riguarda la mobilità, dal questionario emerge la volontà di adeguare le strade ai nuovi flussi, potenziandole. Questo suggerimento, in fase di progettazione, verrà seguito solo in qualche sporadico caso in quanto soluzione utile solo nell’immediato. Si cercherà di decongestionare l’asse infrastrutturale attraverso l’inserimento dei servizi necessari in prossimità dell’area e contemporaneamente creare una nuova rete di trasporto che, in un primo momento, affianchi quella esistente e successivamente ne prenda il posto come importanza.

Volontà emersa è quella di rendere più vivibile l’area di progetto in maniera permanente, sia da chi pensa di tornare a casa, sentimento dettato dall’incertezza dei tempi e dalle modalità della ricostruzione, sia da chi sa già di rimanere. Altro elemento che accomuna tutto il campione è il desiderio di una ricostruzione veloce e attenta alle problematiche ambientali, soprattutto per il centro storico.

6 Comments »

  • Antonio Bernardini AQ said:

    Dopo attenta riflessione, possiamo tristemente concludere che:
    col passar del tempo stiamo diventando (forzatamente) APOLIDI PER DERIVAZIONE.

  • Fabio said:

    Questo questionario è stato effettuato anche a Paganica 2 e non solo Cese Preturo…come viene riportato

  • robertop said:

    I risultati emersi da questa ricerca sono molto interessanti.
    Il nostro Comitato (Osservatorio NordOvest) e più in generale il Gruppo di Lavoro Territoriale ne terranno conto per le prossime azioni da avviare sul territorio.

    Mi domando se è già stato pensato un questionario anche per la popolazione già presente a Cese ed a Preturo.

    Stiamo cercando di organizzare per la fine di luglio una manifestazione in cui presentare il lavoro svolto e che sta svolgendo il DART ed il film-documentario su Cese fatto dal gruppo Antropologia del prof. Simonicca.

    Roberto Pesce

    PS chiediamo il permesso di prendere i dati della vostra ricerca e riproporli nel nostro sito, al momento ancora in fase di ripritino ed aggiornamento.

  • luca said:

    @robertop: ciao roberto, puoi prendere tutti i dati che vuoi basta che indichi la fonte, cioè il link a questa pagina e gli autori. grazie!

  • Vincenzo Pisegna said:

    Ciao a tutti, ho visto i servizi in tv ed ho letto le vostre interviste sui giornali, specialmente quello su L’Unità, perchè di carattere nazionale e tutti hanno avuto il modo di leggere quello che avete in mente. certo che la finanziaria non vi aiuta, perchè hanno tolto il 55% sulle ristrutturazioni. Noi, come Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, volevamo denuncuiare l’impossibilità di ricostruire senza avere questi benifici. Loro ci hanno anticipato tagliando tutto. Però non risparmiano nell’arsenale militare, aerei e navi da guerra che noi non faremo mai!!!!

  • Adele Di Ciano said:

    @FABIO noi abbiamo analizzato solo l’area del Progetto c.a.s.e di Cese. Forse tu parli di un altro questionario.

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