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C99 alla biennale di Architettura di Venezia

27 August 2010 2,283 Views No Comment

I giovani tecnici aquilani interverranno all’interno del convegno internazionale “L’AQUILA 2010. Luogo, identità, etica, ricostruzione” promosso da fuori_vista insieme con la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia e Laguna che si terrà il 28 agosto 2010 presso il Palazzo Ducale di Venezia.

L’Aquila – Marco Morante, presidente del Collettivo 99, gruppo di giovani tecnici aquilani costituitosi all’indomani del sisma del 6 aprile 2009 con l’intento di lavorare ad un masterplan per la ricostruzione della città, prenderà parte al convegno internazionale “L’AQUILA 2010. Luogo, identità, etica, ricostruzione” promosso da fuori_vista insieme con la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia e Laguna che si terrà il 28 agosto 2010 presso il Palazzo Ducale di Venezia nell’ambito degli eventi di Sismcity, uno spazio in programma per la Biennale di Architettura dedicato alla realtà aquilana.

Gli altri relatori: Angelo Scola, Patriarca di Venezia; Massimo Cacciari, Filosofo (Università San Raffaele Milano) Roberto Riga; Assessore all’urbanistica, edilizia e protezione civile del Comune dell’Aquila; Ettore Di Cesare del Comitato 3e32; Giampiero De Santis, del comitato Ara, Claudio Modena di ReLuis impegnata nella ricostruzione aquilana. A moderare la giornata saranno l’architetto Andrew Hopkins, storico dell’architettura (Università de L’Aquila) e l’architetto Margherita Vanore (Università IUAV, Venezia).

Nel loro intervento i giovani tecnici passeranno brevemente in rassegna il lavoro svolto negli ultimi 17 mesi e torneranno a porre l’accento su quelli che, fin dalle prime settimane post sisma, erano stati individuati come caratteri imprescindibili per la ricostruzione e punti cardine del progetto, Riconversione oltre la Ricostruzione lanciato all’indomani del 6 aprile 2009 da Collettivo99 per L’Aquila. Riconversione tendente all’autosufficienza energetica ecosostenibile, progetto di processo che renda città anche la lunga fase di cantiere, reversibilità oltre le opere provvisionali donando “adattabilità”; costellazione di innesti come strategia di intervento per punti e veicolo di nuova estetica, città-campagna puntando al superamento della loro deleteria distinzione ed all’autosufficienza alimentare della filiera corta) portano con sé concetti scelti tendenziosamente nella enorme complessità post-sismica e ritenuti capaci di riassumere virtù minime inderogabili di contemporaneità dalle accettabili, seppur remote, potenzialità attuative.

Oltre a descrivere il proprio lavoro, il rappresentante del Collettivo99 non mancherà di denunciare le criticità rilevabili al momento: “Ad oggi, agosto 2010, L’Aquila è priva di un piano di ricostruzione, manca quasi del tutto la partecipazione della cittadinanza e l’unica esperienza discutibilmente esportabile del “modello L’Aquila” è il progetto C.A.S.E. oltre all’incredibile presa di coscienza della cittadinanza e dei Comitati Cittadini, esempio quest’ultimo che si spera riesca a contagiare il resto del Paese”.

Verrà poi rinnovato l’auspicio per la “nascita” di una rete diffusa ed internazionale, portatrice della grande operazione culturale che tutte le cittadinanze attive aquilane stanno faticosamente proponendo, affinché possa al più presto divenire l’incubatore, a L’Aquila e per L’Aquila, della Silicon Valley della creatività e della sostenibilità.

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