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Collettivo99: commenti al decreto

8 May 2009 4,001 Views 13 Comments


Dalla lettura del Decreto 39 del 2009Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici nella Regione Abruzzo nel mese di aprile 2009 e ulteriori interventi urgenti di protezione civile” emergono alcune perplessità in merito a questioni tecniche, finanziarie e amministrative che potrebbero minare seriamente il processo di una corretta ricostruzione della nostra città.
Oltre alle tematiche emerse in questi giorni sulla stampa circa la suddivisione dei poteri fra il Commissario (Bertolaso) e gli Enti Locali che finora è praticamente l’opposto del modello seguito nel 1997 nel terremoto Umbria – Marche (dove il commissario nominato fu il presidente della Regione), la forma dei finanziamenti per la ricostruzione (prima volta nella storia della Repubblica che per un sisma non viene finanziato il 100% della ricostruzione delle abitazioni principali, seppur questo indirizzo sia stato smentito ufficiosamente nelle ultime ore) e l’aleatorietà della copertura finanziaria, si riscontrano altri elementi più “tecnici” che potrebbero seriamente compromettere la struttura del Decreto che, nonostante tutto, è buona.

  • Possibilità di prendere i fondi per la ricostruzione anche per i comuni al di fuori della lista dei 49 solo con una perizia giurata di causalità diretta fra il danno e l’evento sismico del 6 aprile (rischio Molise con finanziamenti a pioggia in tutta la Regione);
  • Il Commissario delegato (Bertolaso) provvederà “sentiti i Sindaci” (che quindi non hanno alcun potere formale) alla progettazione e realizzazione di moduli abitativi DEFINITIVI, opere di urbanizzazione e servizi anche in deroga agli strumenti urbanistici vigenti e col finanziamento di 700 milioni di Euro (il progetto è reperibile all’indirizzo: http://www.casaportale.com/public/uploads/Piano%20CASE.pdf );
  • La deroga per la realizzazione degli insediamenti comprende anche gli art 7 e 8 della Legge 241/90 (procedimento amministrativo) e l’art 11 del DPR 327/2001 (Testo unico espropriazioni) cioè quelli relativi alla partecipazione al procedimento amministrativo: in pratica il Commissario non è tenuto a far nessuna comunicazione agli interessati (i proprietari o qualsiasi altro) tranne la pubblicazione sull’Albo del Comune e sui giornali;
  • Non è ammesso in nessun caso il ricorso ai giudici amministrativi (TAR);
  • Possibilità di subappaltare fino al 50% della categoria prevalente in deroga alla Legge 163/2006 Codice dei Contratti Pubblici che indica un tetto del 30% (elemento molto pericoloso per le infiltrazioni malavitose);
  • Il Commissario può (non deve ma può e non è indicato in che quantità…) provvedere all’acquisizione di abitazioni non utilizzate da destinare all’emergenza abitativa;
  • Il finanziamento per l’Università è pari a 36 milioni di euro, il costo di realizzazione di un edificio universitario con 30 aule è di 31.9 milioni di euro (fonte DEI Prezzi delle tipologie edilizie 2007);
  • Le macerie sono classificate come “Rifiuti Urbani” e il loro trattamento avviene in deroga all’art 242 del DL 152/2006 (procedure operative ed amministrative nella bonifica dei siti contaminati) ma con il “concorso” di ASL e ARTA. La vigilanza sulla presenza di amianto o di altre sostanze pericolose è praticamente sospesa viste le difficoltà logistiche dell’ASL. Le macerie verranno così scaricate a Barisciano (Forfona) e Poggio Picenze (Torrette) senza nessun controllo;
  • Nell’art 10, Interventi per lo sviluppo socio economico, il testo ripete che il “Ministero per l’Economia può” finanziare o istituire fondi ma non è indicata alcuna copertura finanziaria nel Decreto;
  • L’istituzione della “Zona Franca” non è neanche menzionata nel decreto (la Zona franca è un’area in cui la tassazione alle imprese è molto vantaggiosa);

Oltre alle perplessità fortunatamente ci sono anche note positive:

  • Tramite il Presidente della Regione, gli Enti Locali hanno la facoltà di richiedere a titolo gratuito la proprietà di beni immobili demaniali inutilizzati ricadenti nei loro territori (art 4) (come Piazza d’Armi acquisita a dicembre dal Comune per circa 2 milioni di Euro);
  • La Protezione Civile, con una dotazione di 1,5 milioni di €, eseguirà verifiche finalizzate a ridurre il rischio sismico nelle aree contigue ai 49 Comuni interessati dal sisma del 6/4 anche utilizzando i progettisti degli Enti Locali. Se il comune non comincia i lavori entro 6 mesi dalle verifiche l’immobile diviene inutilizzabile.

13 Comments »

  • manuela said:

    «occorre passare dalla televisione ai fatti».

  • MARCO said:

    Manuela… pienamente d’accordo. Vieni all’incontro di domani!? Vedere per credere.

  • nicola said:

    Ragazzi io capisco tutti i Vs dubbi però c’è differenza tra commissario delegato alla fase emergenziale e commissario delegato alla ricostruzione post-sisma; io ho partecipato come tecnico alla ricostruzione post-sisma del molise e nessun immobile è stato finanziato al 100% (sulla carta), tutti hanno avuto degli accolli. Per quanto riguarda la lentezza della ricostruzione molisana il problema è stato che pochi tecnici hanno preso tante commesse lasciando altri colleghi a mani vuote, quindi con conseguente rallentamento della fase di ricostruzione; mentre per i finanziamenti a pioggia anche fuori cratere, il fattore è stato sfruttato perchè i soldi erano stati stanziati, come verranno stanziati anche lì da voi, ed ha funzionato da volano per l’economia locale. Saluti

  • manuela said:

    Martedì 12, Mercoledì 13 e Giovedì 14 maggio si svolgerà al Senato della Repubblica la discussione generale ddl n. 1534 Decreto-legge n. 39, terremoto in Abruzzo. Gli emendamenti (ovvero proposte di modifiche) al disegno di legge dovranno essere presentati entro le ore 19 di giovedì 14 maggio.

    non potrò stare all’incontro,però bisogna fare di tutto perchè si facciano le dovute modifiche al decreto!!!adesso è la priorità!

  • francesco durante said:

    Ragazzi alla vostra analisi è sfuggito l’ammontare previsto dei fondi: 5.7 miliardi in 24 anni per 65000 sfollati tutto compreso, il che è una miseria! Basti pensare che in Umbria ci sono stati 30000 sfollati (meno della metà) e sono stati erogati 7 miliardi in 10 anni. In sintesi in Abruzzo molti meno soldi per il doppio degli sfollati.

  • Roberto Pesce said:

    Ciao a tutti. Oggi,14/05, hanno iniziato le operazioni di esproprio dei terreni destinati ai moduli abitativi”temporanei-definitivi” ma i progetti di questi interventi sono stati fatti? Da chi sono stati fatti? Da chi verranno realizzati? da chi verranno gestiti?

  • MARCO said:

    (per Roberto) I progetti ci sono, sono preonti per le’emergenza a prescindere dai contesti, prevedono piastre in cemento di un ettaro ciascuna. Sono case definitive. E’ tutto gestito dall’alto. Siamo attivi sull’argomento, sabato e domenica saremo su rai1 nel programma “sabato e domenica” ed altro puoi trovarlo nella sezione “press” di questo sito.

  • Luigi Sgambati said:

    Mi permetto di segnalare una possibile inesattezza: all’art. 2, comma 7, si esclude la possibilità di instaurare ricorsi amministrativi in opposizione; la possibilità di ricorsi giurisdizionali (sia ordinari, sia davanti ai TAR) è fatta salva.
    “Avverso il provvedimento di localizzazione ed il verbale di immissione in possesso e’ ammesso esclusivamente ricorso giurisdizionale o ricorso straordinario al Capo dello Stato. Non sono ammesse le opposizioni amministrative previste dalla normativa vigente.”
    In secondo luogo, tra le note dolenti, mi sembra preoccupante la norma che prevede la cessione dei diritti di proprietà degli immobili gravati da ipoteca a fintecna.

  • MARCO said:

    Grazie Luigi.

  • Roberto Pesce said:

    Ciao Marco, grazie delle informazioni. Vorrei però approfondire con voi l’argomento.
    L’intervento a Cese di Preturo “sembra” prevedere l’insediamento di 1200 persone. Gli abitanti di Cese sono attualmente circa 300, che impatto potrebbe avere la costruzione delle nuove abitazioni dal punto di vista ambientale e sociale???. La popolazione non credo sia stata adeguatamente informata e non c’è nessuna visibilità dei progetti previsti per il nuovo insediamento. I giganteschi moduli di cui parlava Marco, come verranno configurati sul posto??? Di quali servizi (spazi pubblici, scuole, attività commerciali ecc)saranno dotati???

  • MARCO said:

    Caro Roberto,
    purtroppo si tratta di una operazione dai risvolti al momento incommensurabili che, proprio per questo, sta passando sotto silenzio, tra mezze parole che non fanno mai ben intendere di cosa si tratti.
    Cosa significa l’”uso durevole” di cui si parla nel decreto?
    Perché su Il Messaggero Bertolaso ha parlato di case provvisorie?
    E’ evidente che moduli prefabbricati in cemento posti su piastre di 50×50ml ciascuna, per un numero totale di 119 non possano considerarsi provvisori!
    E (quasi) tutti parlano di “casette”.
    Passaparola.

  • Roberto Ciuffini said:

    Ciao ragazzi

    Vorrei segnalarvi un articolo, uscito questa settimana sull’Espresso, che forse potrebbe interessarvi. Parla del cosiddetto New Urbanism – o Rinascimento Urbano – questa nuova corrente di pensiero sviluppatasi sia in Europa che negli States in ambito architettonico e urbanistico. L’articolo contiene anche una lista dei punti salienti del movimento stilata dall’urbanista Gabriele Tagliavento, “ideologo” e docente universitario.

    Probabilmente saprete già tutto ma ho pensato di informarvi ugualmente anche perché quella delle “social cities” o città sostenibili mi sembra una “filosofia” molto vicina alla vostra e dunque anche ai principi su cui probabilmente si baserà il progetto al quale state lavorando.

    L’articolo è a p. 150

    A presto e buon lavoro a tutti

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