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Questa è una cosa che quasi nessuno sa

19 June 2009 6,670 Views One Comment

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di Massimiliano Laurenzi (massimiliano.laurenzi [at] tin.it), foto di Andrei O. Popescu

Questa è una cosa che quasi nessuno sa.
È successo in una sola parte del mondo.

C’è stata la fine del mondo.

Senza capire perché, tantomeno come, si sono ritrovati tutti a volteggiare nel vuoto, una specie di nulla, non so dire neanche per quanto tempo, forse perché a quel punto pure il tempo non esisteva più. Eppure il tempo è una dimensione interiore, e quindi come può sparire qualcosa di interiore, se è custodito gelosamente dentro di sé?
Ma sapete cosa c’era di davvero strano?
Il nulla aveva un colore.
Il nulla era ROSSO.
Il nulla era un’alba nuova, polvere che rifletteva luce.
Luce rossa.
Nessuno era sicuro che il nulla non potesse avere un colore, però tutti pensavano ad una immensa oscurità. Insomma, dicevano se colore deve essere, che sia almeno il nero. Altrimenti perché averne paura? Perché accendere ai bambini la luce per farli addormentare tranquilli?
Ma visto che stavano lì tutti insieme a svolazzare come tanti aquiloni, non era quello il problema più grave da affrontare. Innanzitutto è stato chiaro che per “fine del mondo” s’intendesse proprio “del mondo”. Gli esseri umani non erano inclusi, solo una piccola parte, ma il resto era fuori da tutto questo. Forse non facevano parte del mondo, forse erano qualcos’altro.
Magari erano alieni.
Eppure erano certi di non essere alieni. Gli alieni, dicevano, sono quelli con la pelle verde, o grigia, o di altri colori, e gli occhi enormi neri. E comunque tanto per fare i pignoli, gli alieni sono pure bassi e a forma di pera. O almeno così se l’erano immaginati.
No, decisamente non si sentivano alieni.
Ma d’altra parte in quella situazione tutte le certezze contavano molto poco. Erano sparite anche quelle come tutto il resto. L’unica verità era che il mondo non c’era più, ma loro non erano scomparsi con lui.
Ma cosa sarebbe successo dopo?
Avrebbero vissuto sempre in quel limbo di nulla, o sarebbero morti d’inedia, noia, vecchiaia?
Tutti si guardavano spaventati, ma anche curiosi.
Comunque, alieni o non alieni, certezze o incertezze sul futuro, dopo un po’ il mondo é riapparso. Anzi, più correttamente un altro mondo è apparso, anche se, osservandolo bene, pareva tale e quale a quello di prima. Insomma, era chiaro che era un altro mondo, d’altra parte quello di prima era innegabilmente scomparso. Eppure la somiglianza col precedente era impressionante.
E allora dove stava la differenza?
Si guardarono tutti negli occhi.
Sorrisero.
E capirono.
I LORO CUORI.
Tutto sarebbe stato migliore. Loro sarebbero stati migliori. Loro sarebbero stati i migliori. Avevano la grande opportunità. Ricominciare tutto da capo. Non avrebbero fallito. Ricostruire tutto. Ricostruire un mondo più giusto, più bello, più buono. Ricostruire un mondo meraviglioso, un paradiso. Un mondo dove tutti sarebbero stati ricchi e felici, dove tutti si sarebbero potuti permettere un autista, un segretario, un cuoco personale. E un personal trainer, un personal shopper, una personal marvelous life. L’avevano visto scomparire quello stramaledetto mondo, e s’erano sentiti smarriti, sperando fosse solo tutto un incubo. Poi avevano sperato e basta, poi avevano disperatamente cercato di capire almeno in cosa sperare, poi più nulla.
E poi l’avevano visto riapparire.
Comunque qualsiasi mondo fosse, ora era lì, di nuovo sotto i loro piedi e, perdio, ora tutto sarebbe andato bene. A qualunque costo. In qualunque modo. L’avrebbero reso il migliore dei mondi possibili, e nessuno li avrebbe fermati. Nessuno doveva neanche azzardarsi a fermarli. DOVEVA andare tutto bene. E sapevano esattamente come fare. Avrebbero fatto tesoro degli errori passati. Stavolta lo sapevano.
Così è iniziato il nostro mondo.
Quello che tutti conosciamo.
Ed ogni riferimento a fatti o persone non è casuale.

One Comment »

  • Roberto Di Masci said:

    Proprio non sapevo tutto ciò.
    Avevo la sensazione che sarebbe esistito un “prima” e un “poi”, sapevo che c’era un prima, bello, azzurro, grigio chiaro talvolta; ma un poi rosso no. Ho visto un poi livido e giallastro, ma forse, non essendo un poi mio, si dava a me in modo insincero.

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